I Colori delle Stagioni
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Le Quattro Stagioni sono una delle opere più popolari ed eseguite nel panorama della musica classica. Tuttavia l'intensità delle melodie, la modernità delle armonie e l'incisività dei passaggi virtuosistici fanno si che Antonio Vivaldi non possa essere relegato in unico genere musicale o periodo storico. La sua musica è un grande stimolo per compositori, arrangiatori e musicisti dei giorni nostri.

Sandro Cerino ha raccolto il messaggio sonoro ed emozionale di Vivaldi, rispettandone non solo la logica e la costruzione di frasi e modulazioni, ma anche e soprattutto i versi poetici che l'autore aveva affiancato alla musica. Ne risulta un lavoro per orchestra in cui il jazz ritrova una sua dimensione sinfonica oggi caduta un po' in disuso e la musica classica riacquista lo spirito d'improvvisazione che a partire dalla metà del XVIII secolo è andato perso.
In I Colori delle Stagioni entrambi i modi di lettura sono presenti, non solo alternativamente, ma anche simultaneamente.

Nell'orchestra dunque l'interpretazione affidata ad artisti dei due mondi, affiancati e fusi, vede la nascita di una particolare atmosfera. Assistere a questo lavoro costituisce un'occasione per poter ascoltare le tendenze del jazz italiano e, al tempo stesso, confrontarle con la musica classica.

Nascono così quattro nuove stagioni che non hanno la pretesa di sostituire le precedenti, ma di integrarsi ad esse divenendo otto stagioni in I Colori delle Stagioni. Undici esploratori, al termine di un'odissea musicale, approdano ad uno sconosciuto universo sonoro.