Vivaldi's Four Seasons
Cerino, Bombardieri, Visibelli, Tarocco, Grigolo, Mandarini, Pari, Migliardi, Cappelletti, Fioravanti, Prina.
Agorà Musica AG258. 75:29.
Note (Ingl. It.). 2000. A: 9 T: 8

Spesso l'incontro fra jazz e musica classica non è territorio felice ed esente da polemiche infuocate. Sono pochi, infatti, i musicisti ai quali è consentito spaziare 'impunemente' fra i due generi, senza incorrere in aspre critiche da parte degli amanti delle due diverse scuole musicali. In realtà, classica e jazz sono legate da un principio di sussidiarietà, concetto che sembra essere ala base del presente lavoro di Sandro Cerino. Il sassofonista parteno- peo si è confrontato con la lettura delle celebri Quattro stagioni di Vivaldi, riuscendo a confezionare un lavoro di grande classe e gusto raffinato. Una lettura ironica, libera ed irriverente, ma, allo stesso tempo, anche struggente, filologica e rispettosa dell'arte del grande maestro veneziano. Seguendo questa linea Vivaldi's four seasons fonde appassionatamente Ellington, Davis, Coltrane e Gillespie con l'estro armonico del prete rosso. Costantemente animato da due forze antitetiche (la lettura canonica e quella jazzistica) il cd scorre fluido e senza discrepanze. Appesantito da una brutta copertina. poco esemplificativa dell'ottimo contenuto, il lavoro di rilettura si snoda attraverso i vari movimenti con grazia e fantasia. consentendo a Cerino di reinventare alcune parti e svilupparne altre in maniera innovativa. Evitando di addentrarsi in implicazioni di natura concettuale, la riscrittura delle stagioni vivaldiane 'prende il La' dal testo poetico legato alla partitura originale, senza però essere un'opera scaturita esclusivamente da suggestioni poetiche, bensì da una precisa analisi delle partiture, su cui Cerino ha lavorato agendo sulla variazione ritmica come orientamento principale. Prendendo spunto da questa analisi, egli ha, quindi, deciso di caratterizzare le quattro distinte parti dell'opera legandole al potenziale timbrico del tessuto orchestrale a sua disposizione: la Primavera è dedicata ai legni, l'Estate ai sassofoni, l'Autunno agli ottoni, l'Inverno, freddo e glaciale, alle sonorirn degli strumenti bassi. Una completa tavolozza tonale e timbrica che ben si addice al potere immaginifico della partitura originale. Commento tecnico: Un'incisione pulita, calda e ricca di dinamica, nella quale sono ben distinguibili le singole voci strumentali. Ottimo il rapporto solisti ed orchestra. Buono il bilanciamento e la risposta delle singole frequenze.

(Simone Bardazzi, CD Classica, n. 4 anno I dicembre '00 - gennaio '01)

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